LA NOSTRA STORIA
Il Germoglio è nato nel 1988 da un’iniziativa di Giuliana Mantovani, insegnante presso la scuola materna statale di San Massimo. Giuliana, allarmata dai risultati di una ricerca sociologica sul disagio minorile nella terza circoscrizione, ha coinvolto una serie di amici, insegnanti, adulti e giovani socialmente attivi sul territorio di San Massimo e Croce Bianca. Fin dalla fase di analisi e discussione, nel tentativo di elaborare una strategia efficace, si è individuata la famiglia come destinatario principale dell’attività, nonostante i destinatari dovessero essere concretamente i ragazzi che si presentavano come anello più debole di una catena comunque in difficoltà. Caratteristica originale di questo periodo era la composizione del gruppo: sebbene la maggior parte dei partecipanti alle riunioni facessero parte della parrocchia di San Massimo, venne naturale la scelta di un percorso assolutamente “laico”.
Dopo alcuni mesi di progettazione, con un attenzione particolare ai soggetti che già operavano a diverso livello sul territorio, si decise di avviare un progetto che cercasse di raggiungere i ragazzi e le loro famiglie. Il recupero scolastico era vissuto come un “cavallo di Troia” che consentiva di entrare in contatto con i ragazzi senza evidenziare le loro difficoltà familiari, relazionali e sociali. Sfruttando le ottime relazioni con la scuola media don Lorenzo Milani, ci si buttò nell’avventura di avviare un recupero scolastico rivolto ai ragazzi di prima e seconda media: qualche volantino di pubblicità in cui si invitavano gli studenti ad iscriversi ad un’attività che si prometteva individualizzata o da realizzarsi in piccoli gruppi nella sala Vantini messa a disposizione dalla parrocchia di San Massimo. Il risultato andò ben oltre le aspettative: 44 ragazzi iscritti e seppur a fatica il 10 Gennaio 1989 iniziarono gli incontri. Lo schema era abbastanza semplice: ad ogni volontario era assegnato uno o più ragazzi con i quali si concordavano gli appuntamenti. Fin dall’inizio il Germoglio fu un’esperienza ricca di partecipazione, tanto che al 2007 si stimano fra 150 e 200 il numero di persone che vi hanno svolto, almeno per un anno, servizio di volontariato.
Superato il primo anno ci si mosse con la scuola media Don Milani per affinare un meccanismo di selezione dei ragazzi: si richiedeva ai coordinatori di classe di indicare i ragazzi da loro ritenuti più in difficoltà e poi si proponeva alla famiglia di aderire all’attività. Inoltre si avviarono positive relazioni con le assistenti sociali della 3° Circoscrizione, con una segnalazione reciproca di casi di ragazzi da seguire.
Data la mancanza di uno spazio proprio, si migrò negli anni fra aule della parrocchia, della scuola media e della Circoscrizione e si verificava spesso che i volontari non si conoscevano tra loro, ma avevano un rapporto unicamente con i ragazzi seguiti. In questo modo non si sviluppava una relazione e uno “spirito di appartenenza” al gruppo, il volontario si sentiva solo e non supportato nelle difficoltà. All’epoca erano libere alcune stanze della 3° Circoscrizione dove in precedenza lavoravano le assistenti sociali e se ne chiese l’assegnazione al Germoglio anche perché sul territorio non era operativa alcuna iniziativa pubblica rivolta al disagio minorile. Per potere avere titolo ad ottenere una sede era necessario essere più formali di un gruppo di volontari e pertanto ci si costituì in associazione: sono dell’ottobre 1993 l’atto costitutivo ed il primo statuto. Successivamente si aggiornò lo statuto, ottenendo nel 2003 l’iscrizione al registro regionale delle associazioni di volontariato.
In realtà lo statuto fotografava le attività che già Il Germoglio realizzava: al recupero scolastico, ormai entrato a regime, si affiancavano iniziative di animazione del tempo libero con corsi di pittura, origami, falegnameria, chitarra, seguiti negli anni da corsi di teatro, percussioni, musica. Inoltre si realizzarono iniziative rivolte a genitori ed educatori con cicli di incontri su tematiche educative e di psicologia dell’età evolutiva.
Mentre la richiesta della sede restava lettera morta, diventavano più stretti i legami con i Servizi Sociali, che iniziavano a vederci come una realtà stabile ed affidabile a tal punto da suggerire a Elena e Barbara, due ragazze che seguivano alcuni bambini come semiaffido, di appoggiarsi al gruppo di ragazzi del Germoglio. Così nel 1998/99 maturò l’idea di aprire, presso le aule di catechismo della parrocchia di San Massimo, un informale centro aperto. Nel frattempo iniziò una collaborazione con la cooperativa Codess Sociale per aprire un Centro Diurno; il progetto elaborato insieme raccolse il consenso di scuole ed istituzioni, e il 18 novembre 2001 si inaugurò la struttura che accoglieva 8 ragazzi seguiti da due Educatrici a cui se ne aggiungevano altri 9 seguiti da volontari. Il Centro si sviluppò rapidamente passando a 12 minori inseriti con tre Educatrici, alle quali però, cominciava a stare stretta la convivenza fra Germoglio e Codess, per il quale il Centro era una struttura fra tante. Si decise così di fare un salto nel buio, assumendo “in proprio” la gestione del Centro Diurno. Per fortuna nello stesso periodo si imboccò la strada giusta per ottenere dall’Agec una sede adeguata: nel marzo 2004 si inaugurò la nuova sede del Centro Diurno in via Spagnolo 6, che ironia della sorte era il medesimo spazio assegnato dal Comune 11 anni prima. Questo ha dato nuovo impulso ed entusiasmo alle attività e si è cominciato a costituire un gruppo affiatato e responsabile di volontari che ha dato continuità alle iniziative precedenti e ne ha create di nuove: nel 2002 si è dato vita all’Associazione Villa Buri Onlus che gestisce questa struttura concessale in comodato gratuito per la realizzazione di un originale progetto di educazione ed iniziativa sociale.
Nell’ottobre 2004 è partito il progetto Mami Nuiè che offre alle donne straniere e ai loro bambini un percorso di socializzazione e di alfabetizzazione della lingua italiana; l’anno successivo ci si è lanciati nel progetto Fiori di Pace, iniziativa di dialogo che prevede l’incontro a Verona di gruppi di ragazzi israeliani e palestinesi.
Dal febbraio 2006 si è aperto un secondo Centro Diurno, rivolto a ragazzi dai 14 ai 18 anni, seguiti da tre Educatori. Dopo un periodo di condominio con il primo Centro, dal novembre del medesimo anno il gruppo è ospitato in un appartamento adiacente la scuola media Don Milani, ottenuto con un accordo di convenzione fra Comune, Scuola ed Associazione.
Oltre ad essere momenti importanti di apertura e confronto, tutte queste attività hanno certamente contribuito a dare visibilità ed autorevolezza all’Associazione a livello cittadino ed istituzionale.
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